CONCORSO NAZIONALE DI NARRATIVA POLIZIESCA “ORME GIALLE” – XI EDIZIONE

1° CLASSIFICATO

VELENO

di

RICCARDO GAZZANIGA


Nella sofferta scelta del vincitore (ma di scelte difficili è cosparsa la lunga storia del Premio Orme Gialle), la Giuria ha ritenuto alla fine di optare per questo racconto, contrapposto ad altri validissimi concorrenti, soprattutto per la vitalità offerta dalla scrittura che, sviluppandosi in brevi capitoli, consente al lettore di percepire frammenti allusivi di una verità sconcertante.

Due i protagonisti che si passano la staffetta della solitudine, sembrando assolutamente estranei tra loro, anzi agli antipodi per quanto riguarda la concezione e l'esperienza di vita, e che, invece, sono legati da un legame simbiotico, simile a quello tra padre e figlio, se tale si può considerare (metaforicamente) quello tra lo scrittore e la sua creatura.

Infatti quello che lega Veleno, balordo di poca consistenza, e Marcello Rossi, un intristito bancario, è proprio il legame esistenziale che unisce fatalmente il personaggio e colui che l'ha creato.

L'Autore del racconto ce lo fa capire in un paio di abili passaggi.

Veleno è il personaggio principale del romanzo che il "Signor Rossi" bancario sta scrivendo in gran segreto: riottoso personaggio che, nell'attesa di entrare in azione per rapinare una banca, sta accusando il suo creatore per la mancanza di coraggio nel dargli il "via". Accusa, per l'appunto, che il bancario-scrittore rivolge a se stesso nel fare l'inventario della sua vita.

Sarà la necessità di mostrarsi alla fine per ciò che si è, vincendo la "fatica del vivere" e vivendo l'immorale vitalità della sua creatura, che spingerà Rossi verso l'atto disperato quanto paradossale che gli costerà la vita. Veleno, che vive ormai dentro la stessa dimensione del suo creatore, farà anche lui una brutta fine. D'altra parte, adesso che non c'è più chi racconta la sua storia, è logico che anche per lui giunga l'oblio.

Lo scambio di realtà e finzione tra il personaggio e lo scrittore, l'empatia tra le loro menti e ispirazioni, l'abile passaggio del "lato oscuro" e della "metà oscura" che la mente di ogni essere umano possiede, appartengono più ad un racconto fantastico horror che ad un giallo: ma è proprio questa commistione che è piaciuta alla Giuria.